Chi è il vincitore del Palio di Siena? Non chiedetelo alla Rai.

Il Consorzio per la Tutela del Palio di Siena, l'organismo ufficiale di tutela del marchio e dell'immagine stessa della Manifestazione, ha emesso questo comunicato stampa:

"La RAI per motivi che non ci sono stati comunicati ha ritenuto di non procedere, come fatto negli anni scorsi in casi analoghi, a trasferire il segnale ad altra rete RAI al momento di mandare in onda il TG. La corsa è stata collocata in coda a detto TG senza una sufficiente informazione agli interessati. La trasmissione viene da alcuni anni collocata, per scelta RAI, sul Canale 2 a luglio e sull’1 ad agosto allo scopo di avere uno spazio di circa 60 minuti prima della messa in onda dei telegiornali; tempo ritenuto congruo, come in genere lo è, per non interrompere la diretta. E’ un fatto non usuale che le operazioni di partenza si siano protratte per oltre un’ora dal momento dell’uscita dei cavalli dall’Entrone. Formalizzeremo nei dovuti modi la protesta nei confronti della dirigenza RAI esprimendo la profonda amarezza delle Istituzioni senesi così come dell’utenza, ricercando inoltre accordi per evitare in futuro il ripetersi dell’increscioso episodio."

Questo comportamento della tv di Stato sara' quindi oggetto nei prossimi giorni di un’interrogazione parlamentare promossa dal deputato del PD Franco Ceccuzzi e rivolta alla Commissione cultura e istruzione della Camera dei Deputati.

"Oscurando la corsa poco prima della mossa valida la Rai ha gravemente danneggiato l’immagine della Festa, i diritti dei telespettatori e di tutti i contribuenti che, trattandosi di servizio pubblico, hanno sostenuto le spese di un evento che non è andato in onda. Quanto è accaduto rappresenta un fatto di gravità assoluta, dal momento che il Palio è una manifestazione di primaria grandezza e statura culturale, che ha un largo e diffuso seguito popolare nel nostro Paese e anche all’estero e che, pertanto, merita assoluto rispetto da parte servizio pubblico, il cui primo azionista è lo Stato".


La mossa può essere eterna, lo sanno bene gli amanti del Palio e cosi' e' successo. Dopo tre ore di trasmissione sull’avvenimento con una ricostruzione dell’evento davvero encomiabile, al momento della carriera il tempo a disposizione nel palinsesto era terminato e la diretta e' sfumata in favore del TG2 a soli pochi minuti dal suo svolgimento. Decisione non solo televisivamente discutibile ma anche impopolare, visto che su RaiUno, canale ormai tutto dedicato alle sole repliche, stavano andando in onda i video in bianco e nero di Supervarietà. Viale Mazzini poteva anche farlo lo sforzo di far vedere la gara ai suoi abbonati in prima fila! Che reazione avrebbero avuto gli spettatori se fosse stata «tagliata» la diretta della Milano-Sanremo all’ultimo chilometro? O se fossero stati sfumati i calci di rigore di una finale di calcio? Ieri l’altro è successa una cosa simile a dimostrazione, forse, che in estate la Rai, che da più di un mese ormai sta mandando in onda le repliche delle repliche, ha perso evidentemente dimestichezza con le dirette. Insomma, di tutto di più!

"... l’unico evento televisivo che non sottostà, non si piega e non intende piegarsi alle esigenze televisive. E allora se lo tengano il Palio e ci venga evitata la presa in giro di stare tre ore davanti al video di un canale del servizio pubblico ubriacandoci di estenuanti preliminari per poi essere privati dell’unico momento che davvero conta 'nel bello della diretta'. E la Rai smetta di farsi prendere in giro dal Palio: o ottiene garanzie sull’orario oppure si defili in tempo. Non è che perderemmo granché se privati della telecronaca del palio: ogni volta sentiamo raccontare gli stessi retroscena, le solite dietrologie e manfrine sugli usi e costumi di questa tradizione, come se i telespettatori fossero dei neofiti ... "

Roberto Lev

Alla fine daranno la colpa alla contrada del Drago e al suo fantino. Quella «mossa» in stand by per quasi 80 minuti ha messo a dura prova i già traballanti palinsesti di mamma Rai al punto che, dopo tanta attesa, gli appassionati del Palio non hanno potuto vedere la carriera in diretta. Una beffa insopportabile non solo per i senesi che, magari, se ne stavano in Piazza del Campo, ma per quel milione e 200mila spettatori (parola di audience) in attesa da tre ore davanti alla tv. Resta inconcepibile il fatto che non ci sia stata nella programmazione la possibilità di una «rete» di salvataggio nel caso in cui i fantini avessero deciso, come è poi successo, di prendersela comoda. Dato uno schieramento sorteggiato prima dell’inizio della gara, i cavalli entrano tra i canapi che delimitano l’area di partenza e attendono l’ingresso dell’ultimo cavaliere, colui che decide di fatto l’inizio della gara. Una delle possibili strategie suggerisce di impiegare il maggior tempo possibile per dare il via alla gara, per innervosire cavalli e fantini.

Caro Severgnini,
chiedo scusa subito per la futilità dell'argomento, in giorni duri per molti e tragici per alcuni. Da vizioso Italian a Boston aspettavo di poter gustare il Palio di Siena di luglio in diretta RAI International, come tradizione. La tradizione che si è consumata però è quella della Rai. Nonostante un investimento finanziario e intellettuale consistente, per costruire attorno alla carriera senese un programma televisivo ricco di nuovi spunti, la Rai interrompe la trasmissione durante la mossa (estenuante, ma è scritto nel Dna paliesco!) per "dare la linea al Tg2" tra lo sconcerto di uno dei commentatori ("come, non passiamo al Tg3?"). Ricordo di epiche finali tennistiche e altri avvenimenti che hanno fatto la storia dello sport e non solo, interrotti di punto in bianco per dare spazio alle solite tribunette politiche dei committenti della cosiddetta televisione pubblica. I miei ospiti stranieri, invitati a casa per farli sbavare davanti allo splendore della manifestazione popolare italiana più classica, alle glorie di Siena immortale etc, ci sono rimasti male assai. M'immagino l'entusiasmo dei senesi nel mondo (non pochi). Ho sempre creduto che trasmettere il Palio all'estero equivalesse a esibire il meglio di noi (e il peggio, ma sublimato) davanti a milioni di telespettatori. Forse sono il solo a crederlo. Era poi così importante mandare il telegiornale in orario negli Usa, quando il 40-50% dei programmi di Rai International inizia con mezz'ora di ritardo accademico? Fra Palio e palinsesto, la scelta è stata fatale per me. Un momento di paranoia: avranno tramato gli animalisti di sinistra o le destre, avverse al Monte dei Paschi? Eppure il direttore di Rai International Badaloni mi è sempre sembrato uomo molto attento... Mi pento dei pensieri cattivi e mi godo il Tg2, mentre gli ospiti americani si consolano con gli antipasti...


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