Allarme Gartner: il sistema operativo Windows e' a rischio collasso
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Altro che Linux, pirati informatici, comunità open source o qualche nostalgico appassionato dei Macintosh. La bordata contro Windows, sulle sue (presunte) limitazioni tecniche che impedirebbero in un prossimo futuro alla Microsoft di mantenersi assoluta dominatrice nel campo dei sistemi operativi per pc, l'hanno scagliata due analisti di Gartner, tali Michael Silver e Neil MacDonald, nel corso di un evento della società americana tenutosi nei ieri l'altro a Las Vegas. Intanto Microsoft cerca di correre ai ripari, contenendo gli argini ed allungando la vita al suo predecessore Windows-Xp.

L'uscita, ripresa in modo integrale dal sito del settimanale ComputerWorld, ha del clamoroso anche perché le parole usate dai due sfiorano il disfattismo: "Windows as we know it must be replaced", Windows così come lo conosciamo deve essere rimpiazzato. Il tema dell'upgrade del software che ha reso celebre il gigante di Redmond è ormai un tormentone per gli addetti ai lavori e non solo. Le difficoltà di Vista, riassunte in modo dettagliato sul Sole24ore.com, sono note: è nato non esente da difetti e di questo bill Gates & Co. ne erano certo consapevoli. L'annuncio ufficiale dato da Microsoft nei giorni scorsi del prolungamento fino al 30 giugno 2010 - e comunque un anno dopo l'avvento del nuovo Windows 7 - delle vendite di Windows Xp Home edition per una determinata categoria di computer (nella fattispecie i mini notebook low-cost come l'Eee Pc di Asus e il nuovo Mini Note di Hp, che possono equipaggiare anche Linux), conferma che il nuovo e tanto celebrato Os non è ancora la "prima scelta" dei produttori per i pc di nuova generazione. A giugno intanto terminerà l'offerta di desktop e notebook con Xp presintallato di serie (molti i nuovi modelli di Lenovo, Hewlett-Packard Dell che offrono oggi in opzione la possibilità di montare il vecchio Os), il cui supporto tecnico sarà garantito fino all'aprile dell'anno prossimo, ma potrebbero essere molti coloro che storceranno il naso al momento di acquistare un nuovo computer che sarà necessariamente equipaggiato con Vista.
Vari analisti americani hanno in ogni caso giudicato eccessivi i toni utilizzati da Gartner e Microsoft è ben lontana dal rischiare di essere sopraffatta da rivali che di fatto non esistono. È anche vero però che Windows faticoso da aggiornare e migliorare come mai avvenuto in passato, che nell'era della virtualizzazione e delle tecnologie di "hypervisor" il sistema operativo perde un po' della sua importanza e si manifesta la necessità di sviluppare applicazioni capaci di funzionare su piattaforme diverse (non solo Windows quindi) e che nell'area dei software "Web based (e il riferimento va a Windows Live) i concorrenti – Google in testa - si fanno sentire eccome. Di collasso, quindi, non è forse il caso di parlare ma il "warning" lanciato da Gartner appare a molti un segnale dovuto da inoltrare alla corte di Redmond.
Un sistema da rivedere perchè "monolitico"
Ma perchè gli analisti di Gartner hanno auspicato un radicale cambiamento del sistema operativo Windows? La prima critica mossa a Microsoft riguarda il fatto di non aver risposto adeguatamente al mercato, anche nei termini di un'apertura più concreta verso gli sviluppatori. La lunga e difficoltosa realizzazione di Vista sarebbe in tal senso l'evidente conferma dei problemi che a Redmond stanno tutt'ora affrontando (la Service Pack 1 non è ancora la panacea a tutti i "bug" riscontrabili dagli utenti) nel far evolvere un software la cui base di codice si è negli anni notevolmente allargata, con il risultato di essere meno stabile e tendenzialmente più vulnerabile. Vista, per quanto abbia prodotto risultati di vendita corposi, ha trovato ostacoli non indifferenti in seno alle aziende (secondo Forrester Research solo il 6.3% di 50.000 desktop installati nelle grandi aziende lavorava a fine 2007 con Vista) e molte organizzazioni non sembrano ancora del tutto convinte di procedere con la migrazione "forzata" (e comunque costosa) dal vecchio e consolidato Xp al nuovo sistema. Silver e MacDonald pongono quindi l'accento sulla natura monolitica di Windows – mentre Microsoft professa l'estrema modulaitià di Vista - e la ritengono la causa prima dei lunghi tempi di sviluppo degli upgrade. Altra stoccata rivolta a Redmond contempla inoltre l'incongruenza fra domanda e offerta: agli utenti farebbe molto comodo una versione di Windows leggera, economica e in grado di operare su dispositivi dalle capacità hardware modeste mentre per far girare tutte le opzioni grafiche del nuovo Os serve una dote avanzata in fatto di processori, memoria e via dicendo. In proposito i due analisti hanno sciorinato un esempio concreto: l'iPhone di Apple sfrutta una versione di Mac OS X mentre i dispositivi mobili a piattaforma Windows non possono usare Vista (perché occupa troppo spazio) e ricorrono a un altro software (Windows Mobile, ora rilasciato nella nuova versione 6.1). L'appunto finale indirizzato alla società di Redmond da Silver e MacDonald chiama in causa il modello di licensing di Windows: per gli utenti deve essere molto più semplice passare a una nuova versione del sistema operativo di quanto non lo sia ora (anche nell'ottica di essere più elastica nella determinazione delle "dead line" delle vecchio versioni) e affinché questo avvenga è necessario che il software sia realmente un sistema modulare e flessibile che può scalare in prestazioni e funzionalità (tanto verso l'altro quanto verso il basso) in funzione delle esigenze.
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